La DOC "Greco di Tufo" verso la DOCG "Greco di Tufo"
Nel corso degli anni la fama e la notorietà del vino "Greco di Tufo" è giunta tanto in alto da far ritenere che la vitis vinifera "Greco di Tufo" estrinseca alla meglio la propria produzione, conferendo ai vini da essa ottenuti particolare pregio, rendendola così meritevole dell'ambìto riconoscimento della Denominazione D'Origine Controllata e Garantita.
Al fine del raggiungimento di tale scopo i produttori di uve "Greco di Tufo", rappresentanti il 20% degli iscritti all'albo dei vigneti e il 25% della produzione, si sono riuniti per inoltrare alla Regione Campania, Settore Sperimentazione, Informazione, Ricerca e Consulenza in Agricoltura, l'istanza per il riconoscimento della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita.
L'istanza di cui sopra è stata approntata nei minimi particolari ed è stata presentata all'Ispettorato Agrario di Avellino dove giace a causa di una scissione interna agli stessi interessati.
Le ragioni della divisione sono diverse ma tutte di rilievo. Infatti, da una parte si discute sul nome da attribuire alla Denominazione d'Origine Controllata e Garantita ("Greco di Tufo" o "Bianco di Tufo"); dall'altra sui problemi derivanti da un restrizione della zona di produzione, nonché sulla diversità di prezzo e di conseguenza sulla paura di maggiori controlli collegati con l'obbligo dell'imbottigliamento del prodotto e quindi all'impossibilità di vendere in damigiana o all'ingrosso.
Pertanto, è ancora oggi in itinere il riconoscimento della DOCG, proprio a causa della disciplina vitivinicola più severa rispetto alla Denominazione d'Origine Controllata.
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