L'abbazia di Loreto
Il disegno e il progetto di questo grandioso palazzo, già introdotto nella "Guida di Montevergine" del 1905, non si deve al Vanvitelli, come si ripete comunemente, ma a Domenicantonio Vaccaro, morto nel 1745 e sostituito, da quella data, da Michelangelo Di Blasio. Sede invernale dell'Abate e dell'intera famiglia benedettina di Montevergine, che nelle altre stagioni risiede, di regola, nel grande Santuario di quota 1270, ha sostituito, a metà del secolo XVIII, la preesistente sede di località Orrìta di Mercogliano (da cui Loreto, secondo una troppo ingenua etimologia), della quale è traccia in un istrumento del 1138, sede distrutta dal terremoto del 1732 e sorta, a suo tempo, come infermeria della comunità monastica. Depositaria di uno dei più importanti fondi pergamenacei d'Europa, di cui fu privata a seguito delle leggi di soppressione post-unitarie, dal 1826 al 1927 è centro operante, da sempre, di cultura e di ricerche, di studi e convegni di livello internazionale. A un paio di chilometri dal Capoluogo sulla strada Valle-Mercogliano, gli avellinesi la considerano, a buon diritto, col più antico e famoso Santuario di Montevergine, un'autentica gloria della loro terra.
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