Il Santuario di Montevergine

Non lontano da Avellino, sul massiccio del Partenio, che domina la città, quasi a protezione della stessa, si erge lo storico Santuario di Montevergine, meta di numerosi turisti provenienti dalle varie regioni d'Italia.
Il monastero, posto a 1270 m. s.l.m., caro a "Mamma Schiavona", si può raggiungere percorrendo da Mercogliano la caratteristica strada dai mille tornati oppure facendosi trasportare, in soli 7 minuti, dalla suggestiva funicolare, che s'inerpica lungo un pendio mozzafiato. I tradizionalisti, invece, salgono a piedi per l'antico sentiero, per ringraziare o invocare la Madonna dalla pelle scura.
Santuario, monastero, biblioteca, museo e foresteria; l'abbazia si presenta agli occhi del visitatore particolarmente completa.
Il monastero fu fondato dall'eremita San Guglielmo da Vercelli intorno all'anno 1119.
San Guglielmo impose alla sua congregazione un'impronta rigorosamente eremitica e di povertà.
Secondo alcuni testi, le prime costruzioni furono realizzate, per quanto riguarda l'architettura, la scultura e la pittura, da un artista ligure, Gualtiero. Per il monastero e la foresteria mirò ad un'architettura sobria e pesante, poggiante su robusti pilastri e con volte a crociera.
Nella chiesa utilizzò, invece, la volta a botte. Internamente, la basilica presenta un soffitto a cassettoni, con doratura in oro zecchino, il pavimento è in granito semilucido. In fondo alla navata centrale vi è il presbiterio, su di esso in alto vi sono due matronei. Addossato alla parete di fondo, s'innalza il nuovo monumentale trono dove è stata posta l'immagine della Madonna. Bellissima pittura della fine del sec.XIII. Si discute ancora sull'autore dell'opera, Montano d'Arezzo e Pietro Cavallini se ne contendono la paternità.Il trono si compone di marmi pregiati, antichi e moderni, di statue e bassorilievi di bronzo, su sfondo di mosaico monocromo. In fondo alle navate laterali dalla nuova chiesa si accede all'Antica Basilica. Si è conservata intatta, con la sola perdita della navata sinistra. La navata centrale è lunga e alta, anche se non troppo larga. In fondo vi è il presbiterio e su di esso vi è l'altare maggiore che è di materiali molto preziosi.
A sinistra dell'altare troviamo la Cappella della Schiodazione. In essa fu sepolto nel 1287, il maresciallo del regno di Sicilia Giovanni della Lagonessa. Sul lato destro, vi sono i resti del monumento funerario di Caterina, figlia del maresciallo.
La cappella del santissimo chiude la navata di destra. In questa cappella sono da notare il baldacchino, il tabernacolo e il mausoleo quattrocentesco di Caterina Filangieri, contessa di Avellino. A destra prima di uscire dalla chiesa, accanto alla sala degli ex voto, possiamo notare il corpo del "Beato Giulio", monaco di Montevergine, morto nel 1601. Il corpo fu chiuso in un'urna di bronzo, e si conserva da più di tre secoli e mezzo. Anche se non gli è stato riconosciuto nessun culto pubblico, i pellegrini continuano a venerarlo ed a fargli offerte.
Da visitare sono, inoltre. la sala degli ex voto, che è degna di interesse e di ammirazione, e il museo dove si può ammirare il sarcofago di Beteraldo di Lautrec, il crocifisso ligneo, la sedia abbaziale, un arazzo di manifattura, la madonna di San Guglielmo e tante altre sculture e pitture degne di essere ammirate.
Infine il pellegrino non può non osservare con meraviglia, le otto sale dedicate alla mostra del "Presepe nel Mondo".


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